Il racconto
Trovi un sentiero nascosto tra le siepi di un giardino pubblico, un varco che nessuno sembra notare. Oltre la curva, il mondo cambia: alberi più alti, erba più morbida, un silenzio diverso. Cammini tra colonne di glicine viola che formano un portale naturale. Al centro, una fontana antica con acqua che scorre da una bocca di pietra leonina. Ti inginocchi a bere e l'acqua è così fresca che sembra venire da una sorgente primordiale. Hai trovato un portale che conduce non a un altro luogo, ma a un altro te.
Questo racconto parla dei portali nascosti come metafora delle porte interiori che dimentichiamo di avere. Il sentiero tra le siepi, il glicine viola, la fontana leonina: tutto parla di passaggi segreti verso parti di noi che abbiamo trascurato. Il portale dimenticato è l'accesso alla propria essenza, il luogo dove l'anima può bere alla sorgente. È l'invito a cercare i varchi nascosti, nei giardini e dentro di noi.
Atmosfera: Misterioso, verde, silenzioso, magico, fresco, rivelatore